Il “Muro” dei 40 Ohm: Perché Fonolab e Tamura hanno ragione sulla taratura dei SUT

Il “Muro” dei 40 Ohm: Perché Fonolab e Tamura hanno ragione sulla taratura dei SUT

Nel mondo dell’analogico estremo, si fa un gran parlare di numeri. Spesso gli appassionati cercano nei pre-phono carichi da 100, 500 o 1000 Ohm, convinti che “più è alto, meglio è”. Eppure, se guardiamo i capolavori di ingegneria di Fonolab – che utilizzano i leggendari trasformatori Tamura – scopriamo che il limite massimo di ingresso è spesso fissato a 40 Ohm.

Perché un gigante dell’audiofilia si ferma proprio lì? È un limite o una scelta di campo?

La fisica contro il marketing

La risposta sta nella differenza tra un circuito attivo (elettronico) e un trasformatore passivo (SUT). Mentre un pre-phono a transistor ha bisogno di carichi alti per non distorcere o comprimere il segnale, il trasformatore lavora per trasferimento di energia.

I 40 Ohm di un SUT Fonolab non sono paragonabili ai 40 Ohm di un selettore digitale. Ecco perché:

  • Il Rapporto Aureo 1:10: La maggior parte delle testine MC di pregio ha un’impedenza interna bassa. Settare il SUT a 40 Ohm permette spesso un rapporto di trasformazione di 1:10 (circa 20dB di guadagno). È il “punto di equilibrio” dove il segnale viene elevato senza introdurre rumore, mantenendo una dinamica esplosiva.

  • Smorzamento Naturale: A 40 Ohm, il trasformatore “dialoga” con la testina in modo viscerale. Invece di limitarsi a leggere il segnale, ne controlla i movimenti parassiti, eliminando quelle asprezze sulle alte frequenze che molti scambiano per “dettaglio”, ma che in realtà sono solo risonanze elettriche.

  • La Regola del 10: La teoria vuole che il carico sia circa 10 volte l’impedenza interna della testina. Con 40 Ohm di ingresso, Fonolab copre magistralmente il 90% delle migliori testine MC sul mercato.


Il “Club dei 40 Ohm”: I Brand compatibili

Perché un SUT con ingresso a 40 Ohm sia realmente efficace, la testina deve avere un’impedenza interna (DCR) compatibile. Ecco chi trova la sua massima espressione con Fonolab:

  • Ortofon: Serie Cadenza, Windfeld e Anna. Con impedenze interne intorno ai 5 Ohm, i 40 Ohm del SUT offrono una stabilità d’immagine incredibile.

  • Koetsu: Dalla Black Goldline alle varianti in pietra. Il SUT da 40 Ohm esalta quel calore e quella matericità tipica del marchio, frenando le risonanze del cantilever.

  • Lyra: Modelli come Delos, Kleos o Etna. Qui i 40 Ohm offrono un controllo del dettaglio e una precisione chirurgica senza diventare mai pungenti o “elettrici”.

  • My Sonic Lab: Nate per i SUT giapponesi, hanno impedenze bassissime (sotto i 2 Ohm). L’ingresso a 40 Ohm garantisce un trasferimento di energia totale.

  • Hana: Le serie Umami Red e ML (Low). Con 6-8 Ohm interni, l’interfaccia a 40 Ohm è matematicamente e musicalmente ideale.

  • Benz Micro: Per i modelli a bassa uscita come Gullwing SLR o Ruby Z. Sebbene l’impedenza interna sia vicina ai 40 Ohm, l’abbinamento crea un suono “monitor” estremamente rigoroso e analitico, per chi cerca la verità assoluta nel solco.


La Diagnostica: Quando 40 Ohm sono il valore corretto?

Non è solo questione di volume, è questione di risposta in frequenza.

Un carico di 40 Ohm su un trasformatore di alta qualità evita il fenomeno del “ringing” (oscillazioni incontrollate ad alta frequenza). Se la tua testina MC ha un’impedenza interna contenuta, questo valore assicura che il segnale arrivi al pre-phono MM con la massima integrità di fase. Con la qualità dei nuclei Tamura usati da Fonolab, la saturazione del nucleo è talmente bassa che la linearità è garantita anche nei passaggi orchestrali più complessi.

La distinzione tra Super Permalloy e Nero Cristallino

Nel mondo dei trasformatori Step-Up (SUT), se l’architettura del circuito rappresenta il progetto, il nucleo ne rappresenta l’anima. Spesso gli appassionati si soffermano sui valori di guadagno o di impedenza, ma la vera differenza tra un ascolto “corretto” e un ascolto “emozionante” risiede nella materia magnetica utilizzata.

Fonolab, grazie alla partnership esclusiva con Tamura, propone due strade distinte per centrare il match perfetto con la propria testina MC: il Super Permalloy e il Nero Cristallino.

1. Il Super Permalloy: La perfezione del dettaglio

Il Super Permalloy è una lega di nichel e ferro ad altissima permeabilità. È il materiale che ha reso celebre l’alta fedeltà giapponese moderna per la sua capacità di sparire letteralmente dalla catena del segnale.

  • Il Suono: Estremamente trasparente, veloce e analitico. È capace di estrarre le informazioni più infinitesimali dal solco, garantendo una risposta in frequenza piatta fino a vette inudibili e una separazione strumentale millimetrica.

  • La proposta Fonolab: Troviamo questo cuore magnetico nella serie EQVES. È la scelta ideale per chi cerca un suono “olografico”, dove la scena sonora è vasta, ariosa e ogni strumento è scontornato con precisione chirurgica.

  • Partner ideale: Testine veloci e moderne, come le Lyra, le Ortofon serie Anna/Windfeld o le My Sonic Lab.

2. Il Nero Cristallino: La forza della dinamica

Il “Nero Cristallino” è il nome colloquiale con cui gli esperti identificano l’acciaio a grani orientati (Grain-Oriented Silicon Steel) trattato termicamente. È una scelta complessa e costosa, tipica della scuola “vintage” professionale più raffinata.

  • Il Suono: Materico, potente e denso. A differenza del Permalloy, il Nero Cristallino punta sulla dinamica macroscopica e sulla gestione dei carichi energetici. Il basso è più autoritario, il corpo degli strumenti è più presente e fisico, grazie a una “saturazione morbida” che ricorda l’ascolto dal vivo.

  • La proposta Fonolab: È il protagonista assoluto della serie QVATTVOR e dei modelli che montano i leggendari Tamura SUT-83S. Qui Fonolab non cerca la trasparenza clinica, ma la verità e la polpa dell’evento musicale.

  • Partner ideale: Testine che amano la densità armonica come le Koetsu, le Shelter o la serie SPU di Ortofon. È perfetto anche per dare “carne” a testine analitiche come le Benz Micro.


Conclusione: La sinergia oltre la tecnica

La scelta tra un nucleo e l’altro non è una questione di gerarchia, ma di equilibrio. Mentre il marketing generalista propone prodotti universali, la filosofia Fonolab differenzia l’offerta per rispettare la personalità meccanica di ogni testina.

Se il vostro sistema richiede più aria e separazione, l’EQVES è la soluzione. Se invece cercate il “punch” emozionale e la fisicità dei grandi sistemi analogici, il QVATTVOR è la risposta definitiva. In entrambi i casi, la taratura di Fonolab a 40 Ohm assicura il massimo trasferimento di energia, lasciando che sia l’anima del metallo a cantare.

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