
18 Gen IL PARADOSSO DELL’ENERGIA: PERCHÉ IL SUT SUPERA LA SEMPLICITÀ DELLE TESTINE MM
Oltre la resistenza: la fisica del segnale tra induzione e conduzione
Nel mondo dell’analogico, esiste una corrente di pensiero che predilige la testina MM (Moving Magnet) per la sua linearità teorica dovuta alla connessione “diretta” con lo stadio phono. La tesi è semplice: se un trasformatore (SUT) aggiunge un avvolgimento di rame con la sua relativa resistenza, perché non eliminarlo e usare una testina che esca direttamente a 47.000 Ohm?
La risposta risiede in un paradosso della fisica: a volte, aggiungere il componente giusto significa togliere il rumore e la distorsione. Ecco perché il sistema MC + SUT (Fonolab/Tamura) non è “un elemento in più”, ma il ponte necessario verso l’eccellenza.
1. Massa vs Energia: Il cuore del problema
La testina MM è, per natura, un sistema ad alta massa mobile. Per generare i necessari, i magneti fissati al cantilever devono essere pesanti. Questo crea un’inerzia meccanica che impedisce alla testina di seguire i transienti più rapidi del solco.
Al contrario, la testina MC (Moving Coil) ha una massa ridottissima, ma genera una tensione infinitesimale. Il Tamura TKS-83 non agisce come un ostacolo, ma come un moltiplicatore di energia passivo. Trasforma la corrente della testina in tensione attraverso il dominio magnetico, senza aggiungere il rumore termico tipico dei circuiti attivi.
2. Il falso mito della resistenza aggiunta
L’obiezione comune è: “Il SUT ha un avvolgimento in rame, quindi aggiunge resistenza al percorso”. Analizziamo i fatti:
Una testina MM ha un’induttanza interna enorme (spesso oltre ). Questa interagisce con la capacità del cavo phono, creando un filtro passa-basso che taglia o ruota la fase già in banda udibile.
Il trasformatore Tamura TKS-83 presenta una resistenza DC (DCR) di soli 0,4 Ohm sul primario (tap 3 Ohm) e 2,1 Ohm (tap 40 Ohm).
È un valore così basso da risultare elettricamente invisibile se paragonato alla complessità reattiva di una testina MM. Il SUT non “aggiunge” resistenza; al contrario, permette alla testina MC di lavorare in un regime di smorzamento ideale, trasferendo il segnale attraverso il Super Permalloy con una perdita di energia pressoché nulla.
3. La Battaglia del Silenzio: Rumore Termico vs Guadagno Passivo
Un punto spesso ignorato dai sostenitori delle MM è il rumore di fondo (noise floor). Per amplificare i deboli segnali analogici, ogni stadio attivo (transistor o valvole) introduce inevitabilmente rumore termico e fruscio.
Sistema MM: Lo stadio phono deve gestire tutto il guadagno elettronicamente. Se la testina non è perfettamente interfacciata, il rapporto segnale/rumore decade rapidamente.
Sistema MC + SUT: Il trasformatore Fonolab eleva il segnale in modo totalmente passivo. Questo significa guadagnare fino a 20-30 dB di tensione con un rumore aggiunto pari a zero. Fornendo allo stadio phono un segnale più “robusto” e già pre-amplificato magneticamente, si permette all’elettronica di lavorare in una zona di comfort, riducendo drasticamente il soffio percepito e migliorando la separazione tra i canali.
4. La “Linearità Chirurgica” e l’Isolamento Galvanico
Mentre uno stadio MM deve amplificare un segnale già “sporcato” dall’interazione cavo/capacità, il sistema Fonolab/Tamura opera in un dominio di isolamento galvanico. Il SUT agisce come una barriera naturale contro le interferenze radio (RFI) e i disturbi di rete che affliggono i sistemi ad alta impedenza come le MM. La banda passante dei trasformatori Fonolab FLT arriva a 120.000 Hz. Questo garantisce che tra e la rotazione di fase sia praticamente inesistente ( gradi), mantenendo l’immagine sonora scolpita in profondità.
Conclusioni
Scegliere una MM per evitare un SUT è come rinunciare a un obiettivo fotografico professionale per paura che il cristallo “si frapponga” tra noi e il soggetto. Il trasformatore non è un filtro che toglie, è la lente che mette a fuoco i microvolt della testina MC, elevandoli a musica senza lo stress dei circuiti spinti al limite.
Il sistema Fonolab equipaggiato Tamura dimostra che la vera linearità non si ottiene togliendo componenti, ma utilizzando la scienza elettromagnetica per preservare l’integrità dell’energia. Non è un componente che “suona”, è lo strumento che permette alla musica di respirare liberamente.
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