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Opus 3, fondata alla fine del 1976, è la creazione dell’ingegnere del suono Jan-Eric Persson.
Negli anni 70 c’era un gran parlare di tecniche di registrazione e l’attenzione era assorbita dal tipo di strumentazione analogica adottata, l’ambiente di registrazione sia esso “naturale” o in “studio” e la filosofia nell’amalgamare questi vari fattori.
Oggi l’orientamento è maggiormente rivolto ai link digitali, agli impianti di riproduzione e al convertitore A/D utilizzato. Parliamo molto di sovracampionamento, qualità di correzione analogica e numero di bit.
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Malgrado questa evoluzione la fase di registrazione sul supporto, sia esso analogico che digitale, rimane una tappa fondamentale della riproduzione della musica.
Nella fase di registrazione i mixer comunemente utilizzati impiegano dai 30 ai 40 stadi di amplificazione. Opus 3 ha utilizzando principalmente amplificazione valvolare riducendo il numero a non più di 3-4 stadi fra il microfono ed il supporto mantenendo così una dinamica eccezionale.
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Le registrazioni Opus 3 sono orientate specialmente alla musica acustica e prediligono ambienti “naturali” di registrazione come le cattedrali, sale da concerto e jazz clubs. Questo richiede una maestria nella scelta e nell’uso dei microfoni oltre che nel missaggio e nel posizionamento dei musicisti in rapporto all’acustica della sala.
Qualsiasi sia il supporto tecnico utilizzato, la filosofia di registrazione impiegata deciderà del suono che verrà riprodotto nel vinile o nel CD audio.
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Per questo Opus 3 permette con i suoi supporti di far esprimere al meglio un impianto stereo e diventa un riferimento per poter apprezzare e valutare le effettive caratteristiche dei vari componenti: dal giradischi al CD, dall’amplificazione alle casse acustiche.
Con Opus 3 si ascolta finalmente Musica!
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